lunedì 17 ottobre 2011
Fogli banchi
Come se non bastasse poi è successo un'altra cosa il mese scorso, che dapprima mi ha fatto esplodere di gioia mentre ora mi sta facendo dormire male e sperare che il tempo guarisca in fretta questa ferita, vecchia di 8 anni, che a quanto pare non si era rimarginata.
Un messaggio che arriva inatteso, da parte de una persona con cui ho condiviso le serate più felici e quelle più tristi della mia giovinezza, la stessa persona che 8 anni fa mi ha detto addio e che cambiava strada se mi incontrava, facendomi sentire per tutto queso tempo l'unica colpevole di una colpa che invece avevamo commesso entrambi.
Sembra che finalmente io abbia pagato il debito, mi permette di salutarlo di nuovo e il mio cuore letteralmente scoppia di gioia, gli 8 anni di silenzio spariscono e con questi tutto il dolore, le notti insonni, le crisi di panico che ho avuto, prima di capire che dovevo cavarmela da sola.
Il tempo passa, ma da parte sua non sento la stessa gioia che sento io, mi dice che siamo persone diverse, che si è fatto nuove amicizie, che ha un lavoro che gli porta via tanto tempo e non capisce che non mi importerebbe di sentirlo anche solo una volta l'anno, che so anch'io che abbiamo vite diverse rispetto ad 8 anni fa, ma per me è ancora una persona speciale, mentre io sono solo una delle tante amiche. Ed io che mi ero illusa che certe cose restano invariate nonostante tutto.
Ora pago le conseguenze di questa debolezza, avevo ricominciato a desiderare di avere un'amicizia importante, mi sono resa vulnerabile e sono andata avanti incoscentemente verso una disfatta prevedibile.
Pessimo periodo su tutti i fronti insomma, mi manca l'amicizia, il disegno, la soddisfazione in campo lavorativo e la stima di me. Lo so, il tempo guarisce tutte le ferite, ma oggi mi sembra davvero che il cielo sia più nero del solito.
venerdì 23 settembre 2011
Non avevi altro da fare?
Specie dal momento che la felicità arriva inaspettata e si sgretola dopo poche ore, davanti a tanta, troppa realtà.
venerdì 1 aprile 2011
Dafne

Non voglio essere tua, nè di nessun altro.
Amare è sentirsi liberi di scegliere di condividere la propria vita con qualcun altro, non annullare sè stessi per compiacere l'altro e appartenergli, come gli appartiene un oggetto.
Perchè ciò che si possiede rende la cosa posseduta non più desiderabile, un oggetto inutile, che entra a far parte della noiosa routine e diventa quasi un'abitudine averla sotto gli occhi. Perde di fascino e di valore.
Non voglio essere tua. Voglio che incroci il mio sguardo e senta di essere legato a me da una forza più grande dell'appartenenza. Voglio che la mia pelle senta la tua come la pelle più familiare, pur non diventando, questa, una sensazione scontata.
Voglio che ogni giorno sia il tassello più importante del mosaio della nostra esistenza, voglio che mi guardi consapevole di conoscermi, ma ancora curioso di scoprirmi.
giovedì 21 ottobre 2010
Ci hai mai pensato?
Sono su un monte altissimo, ho la mia capanna e la mia vita trascorre tranquilla e ugule, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Ogni giorno mi affaccio per osservare quello che succede di sotto, vorrei buttarmi e scoprire come sarebbe vivere là, vedere le cose da quel punto di vista, ma ho paura.
Ho anche un piccolo paio di fragilissime ali da libellula e potrei planare giù, ma ho proprio tanta, troppa paura.
E così ogni giorno mi affaccio e poi torno nella mia capanna e nella mia quotidianità fatta di gesti che si ripetono, di posti che ho già visto, di rituali che conosco a memoria e che ormai faccio automaticamente senza metterci nè testa nè cuore. E' una mezza felicità la mia, o meglio è una "tranquillità stabile", che non diventa dolore e sofferenza, ma neppure felicità perfetta.
Poi un giorno il vento mi porta una voce da chissà dove che sussurra "Buttati! Potresti cadere e farti male, ma potresti anche aprire le ali e planare e scoprire un mondo che è proprio il tuo, in cui vivere pienamente la tua vita" e sembra così certa di questo e così fiduciosa della possibilità delle mie piccole fragili ali di poter planare! E pian piano a quella voce iniziale si uniscono altre voci, mi ripetono tutte la stessa cosa: "Buttati! Provaci! Cogli l'attimo!" , sembrano crederci più loro alle mie ali di quanto faccia io stessa.
E allora mi convinco, punto tutto sulle mie fragili ali da libellula, raccolgo poche cose importanti e giù.
venerdì 8 ottobre 2010
Il ritorno
Da troppo tempo non aggiorno il blog e anche se non ho molto da scrivere, mi sento in dovere di buttare giù qualche pensiero.E' stata un'estate abbastanza prolifica, ho disegnato tanto e colorato anche di più (!) e se dovessi fare un bilancio, direi che pagherei per un'altra estate come quella che è trascorsa.
E anche l'autunno direi che è iniziato in maniera positiva, con il primissimo lavoro vero da costumista. Purtroppo non posso ancora dire di più nè pubblicare i miei disegni, ma conto di farlo non appena l'opera sarà messa in scena.
Cerco quindi di essere positiva anche se siamo ancora in un periodaccio e a volte non so dove sbattere la testa, ma poi, ragionandoci, so che se anche la sbattessi contro il muro più duro che ci sia, i miei problemi sarebbero sempre lì ad aspettarmi.
Perciò penso ad altro, mi godo quello che ho, e acchiappo al volo ogni cosa buona che mi si presenta davanti.
Ah proposito, ieri ho fatto una specie di gita fuori porta insieme al Totoro, siamo stati a Trani per tutta la giornata e abbiamo avuto l'occasione di conoscere una persona che conosco virtualmente da anni, ma che non avrei mai creduto di incontrare dal vivo.
Una giornata così mi serviva, ho riso tanto e ho anche improvvisato una marcia nuziale,con tanto di rose fra i capelli e nel bouquet, come prova per quando verrà davvero il giorno, semmai verrà :)
lunedì 12 luglio 2010
mercoledì 30 giugno 2010
Dignità
Io oggi mi sento umiliata e non ci sono parole per descrivere veramente quello che sto provando. So solo che non mi riconosco davvero più, mi sembra di vivere una vita non mia, di essere un'altra persona e giuro che a volte vorrei che fosse davvero così, almeno non potrei confrontare il prima e il dopo. Perchè prima i problemi mi facevano piangere per un'ora al massimo, ma poi tornavo ottimista e combattiva e convinta che niente mi avrebbe impedito di essere felice.
Ma quella persona piena di energie e ottimismo sta pian piano svanendo e oggi potrei persino dire che non è che un ricordo sbiadito di un passato che ormai non c'è più.
I problemi sono sempre gli stessi, forse qualcuno in più nato dalla responsabilità di chi ha una sua famiglia da portare avanti, ma quello che mi sta distruggendo è scoprire quanto possa essere cattiva la gente, anche quando non ce n'è alcun bisogno, anche quando ciò che si reclama è un proprio sacrosanto diritto, nonostante qualcuno lo stia facendo passare per un favore che vuole farti spinto dalla generosità. Così mi ritrovo a chiedere, ad elemosinare ciò che mi spetta e mi sono guadagnato e a ritrovarmi nella situazione di dovermi umiliare ulteriormente, parlando di quelle che sono le mie difficoltà mese dopo mese, dei sacrifici, delle notti insonni, del dover programmare ogni minima spesa perchè altrimenti i conti non quadrano e sapere che i conti, comunque, non quadreranno lo stesso. E con questi pensieri in testa tutto il resto passa in secondo piano e mi accorgo che sto trascurando le cose davvero importanti, come la mia piccola, sgangherata famiglia, i miei hobby, il disegno, la scuola. E' che davvero sono tanto stanca e amareggiata e più vado avanti, più mi sembra difficile riuscire a rialzarmi dal vuoto nel quale sto cadendo.

